BTP Italia, un affare? 15-10-16-MILANOFINANZA

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1. 8 15 Ottobre 2016 MILANO FINANZA di Stefania Peveraro B asta ipotizzare un’inflazione allo 0,5% perché il Btp Italia offra un ren- dimento lordo ben più elevato di quello paga- to dai Btp tradizionali, cioè non agganciati all’indice dei prezzi al consumo. Il calcolo, mostrato nella tabella a pagi- na 9, è ancora più a favore dei Btp Italia, se si tiene in con- siderazione anche il bonus del 0,4% lordo riconosciuto dal Tesoro agli investitori re- tail che abbiano sottoscritto i titoli in emissione e intenda- no tenerli in portafoglio sino a scadenza. Per questo motivo, tenendo anche conto del fatto che nei prossimi mesi i mercati do- vranno affrontare una serie di incognite non proprio tra- scurabili, il nuovo Btp Italia a 8 anni che andrà in colloca- mento potrebbe rappresentare un’ottima soluzione di investi- mento, in grado di associare il basso rischio a un rendimento potenzialmente interessante. Il titolo, che avrà scadenza 24 ottobre 2024, offrirà una ce- dola reale minima garantita dello 0,35%, così come comu- nicato dal Tesoro venerdì 14 ottobre, con quella definitiva che sarà comunicata a chiusu- ra del collocamento il prossimo 20 ottobre. Come sempre, il titolo offrirà una cedola se- mestrale indicizzata ai prezzi al consumo (esclusi i tabacchi) e contestualmente il capitale verrà rivalutato in base all’in- flazione. Come è tradizione, per i risparmiatori sarà pre- visto un premio fedeltà, pari al 4 per mille lordo per chi acqui- sta il titolo in emissione e lo detiene fino alla scadenza. E se l’inflazione fosse nega- tiva? In caso di deflazione, le cedole vengono comunque cal- colate sul capitale nominale investito, quindi con una pro- tezione estesa non solo alla quota capitale, ma anche agli interessi. Certo, se l’inflazio- ne non crescesse un minimo da qui ai prossimi otto anni, il vantaggio di acquistare un Btp Italia rispetto a un tito- lo tradizionale verrebbe meno. L’ultima emissione di Btp indi- cizzati all’inflazione italiana, quella in scadenza nell’apri- le 2024, offre infatti una cedola reale dello 0,4% e un rendimento lordo dell’1,26%, ipotizzando un’inflazione me- dia dell’1% all’anno per il periodo di vita del bond, contro lo 0.992% del Btp a scaden- za più vicina. Certo, al netto dell’inflazione, il rendimen- to a scadenza sarebbe dello 0,3%. Ma c’è da sperare che da qui a otto anni la ripresa ci sia stata. E infatti le previ- sioni di inflazione pubblicate dalla maggior parte degli eco- nomisti, a partire dagli uomini del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, sono ben più ottimiste di quelle fatte in questo esempio. Vale la pena ricordare inol- tre che non è prevista alcuna commissione bancaria a carico degli investitori per l’acquisto all’emissione, come per gli al- tri titoli di Stato a medio lungo termine e che la tassazione è del 12,5% Il collocamento della deci- ma emissione di Btp Italia si aprirà per gli investitori retail (con taglio minimo mille euro) lunedì 17 ottobre e si chiuderà due giorni dopo, mentre quel- lo per gli istituzionali (con taglio minimo 100 mila eu- ro) avverrà il 20 ottobre. Il collocamento avrà luogo di- rettamente sul Mot di Borsa Italiana, come è ormai prassi del Tesoro per questo tipo di ti- toli, e come anche altri grandi emittenti sovranazionali come la World Bank hanno scelto di fare per le loro obbligazioni dedicate agli investitori ita- liani. L’operazione sarà diretta dai dealer Bnp Paribas e Mps Capital Services e i co-dealer Aletti&C. e Iccrea Banca. In totale, dal primo lancio dello strumento, la direzione OBBLIGAZIONI















  



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Btp Italia, un affare? di Lucio Sironi «L’ ideale per un investitore che ha come principale preoccu- pazione quella di incassare una cedola in linea con il livello cor- rente dei rendimenti, ma nel contempo desidera coprirsi dal rischio di un rialzo dei tassi, ipotesi che per una durata di otto anni bisogna pur mettere in conto». Il giudizio sul Btp Italia di imminente emissione è quello di Angelo Drusiani, esperto del reddito fisso (è consulen- te di Banca Albertini Syz), che invita a guardare con una certa serenità a questa proposta del Tesoro per le sue caratteristiche di protezione verso quel- lo che al momento è il maggiore rischio che si profila all’orizzonte per chi guar- da al comparto del reddito fisso, vale a dire il rialzo dei tassi. «Se all’origi- ne di tale ripartenza c’è un risollevarsi dell’inflazione», aggiunge Drusiani, «chi sottoscrive questo titolo ha il vantaggio di ricevere attraverso la cedola semestra- le un rendimento maggiorato, che tiene conto appunto dell’aumento dei prezzi e quindi compensa la perdita di valo- re del denaro avvenuta nel periodo». Diverso il caso in cui i tassi cominci- no a salire senza che vi sia stata una crescita dell’inflazione, situazione pe- rò estrema, che potrebbe verificarsi per esempio in un momento di grave sfidu- cia verso il Paese, magari accompagnato dal taglio del rating da parte delle agen- zie specializzate. Nessuno auspica una replica, ma non si può ignorare che è quello che è avvenuto nel 2011. Altri utili accorgimenti? L’esperto invita i sottoscrittori a far bene attenzione, al momento in cui si prenota il Btp Italia, al fatto che quello che finisce nei loro dossier sia un titolo emesso direttamente dal Tesoro italiano e non sia acquistato magari sul mercato secondario: questa avvertenza consentirà all’investitore che manterrà il suo Btp fino alla scadenza di incassare anche il previsto premio fi- nale dello 0,4%. Quanto alle alternative, con analoghe caratteristiche ce ne sono ben poche: i privati in questo momento di inflazione zero non le stanno utiliz- zando, quindi l’unica variante è quella dei Btpei, emessi a loro volta dal Tesoro ma indicizzati all’inflazione europea an- ziché a quella italiana. La differenza più rilevante è che l’adeguamento all’infla- zione non avviene semestralmente come con il Btp Italia ma solo alla scadenza». Attenzione infine a non fare di tutti i Btp un fascio. Di recente ne è stato emesso uno a lunghissima durata, un tasso fisso pu- ro (cedola del 2,8% lordo) che rimarrà sul mercato per il prossimo mezzo secolo. «La sigla è la stessa, trattandosi a sua volta di un Btp, ma con caratteristiche oppo- ste soprattutto sotto il profilo del rischio», precisa Drusiani. «Gli investitori con me- no esperienza devono imparare a cogliere le differenze fondamentali, che spesso non sono quelle legate al rendimento di fac- ciata». (riproduzione riservata) Drusiani: è l’opposto dell’emissione a 50 anni COPERTINA Angelo Drusiani di Lucio Sironi «I l titolo promette un rendimento reale po- sitivo per tutta la sua durata, cosa che di questi tempi non si può dare per scontata in quanto il meccanismo di protezione -costituito in questo caso della cedola allo 0,35%- rap- presenta un floor, una soglia-base, che non tutti i titoli legati all’infla- zione prevedono, anzi». Paolo Baldessari, gestore fixed in- come di Banca Generali asset management, mette in risal- to un punto di forza del Btp Italia in emissione da lunedì 17 per l’investitore privato, che spesso sfugge all’attenzione del pubblico. «Non è un elemento trascurabile», ribadisce l’esper- to, «in quanto l’assenza di un limite al ribasso ha finito per incidere parecchio, in una fase in cui l’inflazione si è porta- ta di frequente in territorio negativo». Per quanto riguar- da il rendimento, l’esperto di Banca Generali considera la cedola fissata allo 0,35% non particolarmente generosa, vi- sto che l’analoga emissione collocata nel 2023, rende ai valori correnti attorno allo 0,3%. Ma non mancano altri elementi che depongono a favore di questo titolo, a cominciare dalla sua ampia diffusione tra un pubblico di investitori non professionali, perdipiù incentivato a man- tenerlo fino alla scadenza, fattore che dovrebbe ridurre il rischio di volatilità nei momenti in cui si dovesse alzare la tensione sui mercati, con effetti accentuati nel caso dell’Italia, come si è visto in recenti occasioni. Un primo banco di prova si avrà del resto con il voto referendario del 4 dicem- bre, quando una vittoria del no potrebbe scatenare un tifo- ne sull’Italia. «Anche in questa eventualità», aggiunge il money manager, «non ci aspettiamo reazioni eccessive su un titolo con queste caratteristiche, la componente speculativa è atte- nuata e anche questo ne fa un buon punto di riferimento per gli investitori non professiona- li, in cerca di qualche certezza in un momento in cui i mercati ne offrono sempre meno». Non bisogna dimenticare insomma che il panorama del reddito fisso non offre rendimenti reali positivi per sca- denze inferiori ai due anni. Con un’inflazione europea stimata all’1% quest’anno, la chance offerta dal Btp Italia merita di essere presa in considerazione. (riproduzione riservata) Baldessari: meno esposto alla volatilità Paolo Baldessari

2. 9 15 Ottobre 2016 MILANO FINANZA generale per il debito pubbli- co del Tesoro, diretta da Maria Cannata, ha raccolto dal mer- cato poco meno di 112 miliardi, di cui 9 miliardi già scaduti quest’anno e altri 18 miliar- di in scadenza il prossimo 22 ottobre. Questi ultimi sono ti- toli che erano stati collocati nell’ottobre 2012 con una ce- dola reale del 2,55%. «Il titolo indicizzato all’infla- zione italiana sarà a 8 anni, così come è stato per l’ulti- ma emissione dello scorso aprile», ha commentato a MF Milano Finanza Pietro Poletto, responsabile dei mercati obbli- gazionari di Borsa Italiana, che ha aggiunto: «Si tratta di una scadenza che è stata proposta per offrire agli investitori un rendimento interessante, visti i livelli minimi ai quali si tro- va ora il mercato. Certo, è vero che nel momento in cui i tassi di interesse dovessero salire, la scadenza più lunga è più espo- sta alle future fluttuazioni dei tassi. Ma si tratta in ogni caso di un buon compromesso, se si pensa che per contro esiste una cedola reale minima garantita, che verrà sempre pagata anche se i tassi di mercato dovessero andare in negativo e non ci fos- se crescita». E poi, ha detto ancora Poletto, «tutta questa ricerca di rendi- mento che si vede sul mercato di questi tempi sembra far di- menticare che esiste sempre un rischio associato a quel maggiore rendimento. Mi aspetto, quindi, che gran parte degli investitori che vedranno scadere i 18 miliardi di Btp Italia il prossimo 22 ottobre, decidano di reinvestire, alme- no in parte, quanto rimborsato nella nuova emissione». Tutto questo anche perché, si diceva, non ci sono alternative valide tra i bond, per categorie di rischio e scadenze analoghe. Basta dare un’occhiata alla ta- bella in pagina per rendersene conto. I titoli obbligazionari so- vrani dei Paesi dell’area euro rendono tutti meno dei Btp, a parte quelli della Grecia, il cui merito di credito è però mol- to inferiore a quello italiano, e quelli del Portogallo. I bond governati- vi britannici (Gilt) in sterline e quelli statu- nitensi (Treasury) in dollari offrono invece rendimenti più ricchi per le scadenze a 2 e 5 anni, ma c’è l’incognita del rischio di cambio per entrambi. Per gli Stati Uniti va aggiunto il rischio politico, legato all’in- certezza sull’esito delle elezioni presidenziali, e quello di au- mento dei tassi di interesse. Quanto ai Paesi emergenti, anche escludendo di volersi esporre al rischio di cambio comprando titoli espressi in moneta locale, le emissioni in dollari risultano interessanti sul piano del rendimento offer- to, soltanto per livelli di rating parecchio più bassi di quello italiano, a parte il Messico, il cui rating è molto simile a quello dell’Italia e potrebbe es- sere una buona soluzione. A questo punto, rischio per ri- schio, chi punta a rendimenti più ricchi può prendere in con- siderazione i titoli corporate, ma non quelli investment gra- de di emittenti europei, perché anche quei bond, al pari di quelli governativi, hanno vis- suto un vero e proprio rally, da quando la Banca centrale europea ha introdotto il suo programma di acquisti men- sili. Anzi. L’effetto di questa politica è stato così importante da trainare con sé addirittu- ra i bond societari di qualità speculativa ( sub-investment grade) , che non sono inclu- si nel programma di acquisti della Bce e che oggi offrono rendimenti, seppure elevati, molto più compressi rispetto a pochi mesi fa. Non è un caso , infatti, se ora molti investitori istituzionali si spostano anche sugli inve- stimenti in fondi dedicati ai prestiti sindacati concessi a emittenti sub-investment gra- de (si veda altro articolo a pag. 37), che oggi presentano rendi- menti sui 450-500 punti base sopra il tasso euribor a 5 anni, contro i 200-250 pb di spread dei bond high yield con rating analogo. In ogni caso quando si parla di investimenti di questo tipo, bisogna ricordarsi che il ticket minimo di ingresso è sem- pre molto elevato: 100 mila euro per la maggior parte dei bond high yield o 500 mila euro per le quote di fondi chiusi di credito dedicati ai prestiti a leva. L’ultima alternativa per un investitore retail, dunque, re- sta il mercato azionario. Per limitare il rischio, la scelta dovrebbe cadere su titoli con volatilità limitata e un alto dividend yield, da confronta- re con il rendimento dei Btp a media scadenza. (riproduzio- ne riservata) GRAFICA MF-MILANO FINANZA Data emissione al netto dell’inflazione Cedola reale Ammontare Scadenza al lordo dell’inflazione implicita* al lordo dell’inflazione e del bonus** Rend. % a scadenza Btp tradizionale Differenza rendim. lordo (senza bonus) ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ 1,31 1,33 1,28 1,33 1,23 1,95 ns 0,992 0,782 0,198 0,123 -0,203 -0,322 -0,463 nd nd 0,265 0,486 0,984 1,093 1,063 1,500 ns nd nd Aprile 2016 Aprile 2015 Ottobre 2014 Aprile 2014 Novembre 2013 Aprile 2013 Ottobre 2012 Giugno 2012 Marzo 2012 TOTALE EMESSO TOTALE IN CIRCOLAZIONE 0,31 0,26 0,18 0,22 0,29 0,71 ns nd nd 0,40% 0,50% 1,25% 1,65% 2,15% 2,25% 2,55% 3,55% 2,45% 8.014 9.379 7.506 20.565 22.272 17.056 18.018 1.738 7.291 111.839 102.810 11/04/24 20/04/23 27/10/20 23/04/20 12/11/17 22/04/17 22/10/16 11/06/16 26/03/16 1,26 1,27 1,18 1,22 0,86 1,18 ns nd nd Fonte: Bloomberg QUANTO RENDONO I BTP ITALIA EMESSI FINORA Dati in milioni di euro * Ipotizzata a 0,5% per 2017 e 1% oltre ** Bonus 0,4% per i privati che hanno sottoscritto i titoli in emissione e li tengono sino a scadenza Rendimento % a scadenza QUANTO RENDONO I TITOLI GOVERNATIVI IN EURO E IN DOLLARI GRAFICA MF-MILANO FINANZA Rating Emittente Rend. % a scad. Cedola % Scadenza Valuta ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ ◆ Grecia Argentina Argentina Brasile Turchia Argentina Portogallo Brasile Messico Turchia Russia Messico Portogallo Usa Italia Usa Regno Unito Spagna Usa Grecia Regno Unito Italia Portogallo Regno Unito Spagna Germania Italia Spagna Germania Germania 8,290 5,895 4,804 4,570 3,923 3,720 3,288 3,256 3,099 2,619 1,903 1,882 1,790 1,775 1,378 1,278 1,120 1,120 0,849 0,778 0,474 0,356 0,251 0,221 0,129 0,060 -0,089 -0,219 -0,479 -0,665 3,000 7,500 6,875 6,000 5,625 6,250 2,875 4,875 4,125 6,750 11,000 3,500 3,850 1,500 1,600 1,125 1,500 1,300 0,750 4,750 3,750 0,450 4,450 1,250 0,750 0,000 0,250 0,250 0,000 0,000 10 anni 10 anni 5 anni 10 anni 5 anni 2 anni 10 anni 5 anni 10 anni 2 anni 2 anni 5 anni 5 anni 10 anni 10 anni 5 anni 10 anni 10 anni 2 anni 3 anni 5 anni 5 anni 2 anni 2 anni 5 anni 10 anni 2 anni 2 anni 5 anni 2 anni Euro Dollaro Dollaro Dollaro Dollaro Dollaro Euro Dollaro Dollaro Dollaro Dollaro Dollaro Euro Dollaro Euro Dollaro Sterlina Euro Dollaro Euro Sterlina Euro Euro Sterlina Euro Euro Euro Euro Euro Euro Caa3/B-/CCC B3/B-/B B3/B-/B Ba2/BB/BB Ba1/BB/BBB- B3/B-/B Ba1/BB+/BB+ Ba2/BB/BB A3/BBB+/BBB+ Ba1/BB/BBB- Ba1/BB+/BBB- A3/BBB+/BBB+ Ba1/BB+/BB+ Aaa/AA+/AAA Baa2/BBB-/BBB+ Aaa/AA+/AAA Aa1/AA/AA Baa2/BBB+/BBB+ Aaa/AA+/AAA Caa3/B-/CCC Aa1/AA/AA Baa2/BBB-/BBB+ Ba1/BB+/BB+ Aa1/AA/AA Baa2/BBB+/BBB+ Aaa/AAA/AAA Baa2/BBB-/BBB+ Baa2/BBB+/BBB+ Aaa/AAA/AAA Aaa/AAA/AAA Fonte: Bloomberg COPERTINA Quotazioni, altre news e analisi su www.milanofinanza.it/btpitalia di Valerio Testi «D a tempo vado dicendo che dal reddito fisso è meglio stare alla larga, almeno finché i ren- dimenti continueranno a mancare, tanto più che il rischio di rialzo dei tassi espone a perdite anche signi- ficative. Ciò premesso, non si può negare che il Btp Italia offra qual- che garanzia in più, soprattutto sul fronte della volatilità, e quindi rappresenti un’interessante forma di protezione dei risparmi». Anche Gianluigi Costanzo, lungo curri- culum di gestore alle spalle, oggi impegnato in un’iniziativa che ha come riferimento le società quotate al mercato alternativo Aim, trova che il Btp Italia spicchi nel panorama dell’obbligazionario per al- cuni aspetti che dovrebbero risultare attraenti per gli investitori comuni. Certo il rendimento è quel- lo che è, vale a dire molto basso se confrontato a quello di pochi anni fa, ma si è ben vista la piega che ha preso il mercato nel frattempo e va preso atto della situazione. «Nel contempo», pro- segue, «non si può fare a meno di notare che l’azionario, anche quel- lo a minor grado di rischio in base alle caratteristiche delle società, promette dividend yield molto più interessanti. E del resto si è assi- stito di frequente a casi di quotate che offrono dividendi, sostenibili, superiori a quanto rendono gli stes- si bond di loro emissione». A chi volesse gettare un occhio in que- sta direzione Costanzo suggerisce di guardare a un fondo azionario specializzato in titoli ad alto dividendo. Oppure a titoli di settori fortemente anticiclici, come il farmaceutico, adatti per essere tenuti nel casset- to. (riproduzione riservata) Costanzo: certo che qualche azione... Gianluigi Costanzo

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