Mezzo milione di italiani in pensione da 36 anni - 04-04-16-LASTAMPA-

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Mezzo milione di italiani in pensione da 36 anni.

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1. http://www.lastampa.it/2016/04/04/economia/mezzo - milione - di - italiani - in - pensione - da - anni - Pg7VDpVYoj6ZVZR9s1dI6K/pagina.html Mezzo milione di italiani in pensione da 36 anni Boeri (Inps): un contributo di solidarietà dagli assegni più alti. Il ministro Poletti frena: su questo versante non c’è nulla I dati. Secondo le tabelle Inps su 500mila persone in pensione prima del 1980, circa 188mila sono pensioni di vecchiaia e altre 286mila sono gli ass egni dei superstiti 04/04/2016 FRANCESCO SPINI MILANO Erano già pensionati nel 1980. C’è un esercito di quasi 500 mila persone che, in Italia, da più di 36 anni campa con l’assegno dell’Inps. Il numero emerge dalle tabelle dell’Osservatorio pubblicato da ll’Istituto di previdenza, in cui si vede come ci sono 188.436 pensioni di vecchiaia (riferite al solo settore privato, escludendo quindi anche le baby pensioni che si riferiscono al settore pubblico) che presentano una decorrenza anteriore al 1980. Del re sto l’età media al momento della prima pensione è piuttosto basso: 54,9 anni. Le pensioni dei superstiti, come quelle dovute alla reversibilità del coniuge, sono altre 286.542 con un’età alla decorrenza ancora più bassa, a 41,35 anni. In tutto, sono 474.97 8. Ci si può divertire coi numeri di questa tabella: se ad esempio si restringe il campo a 30 anni fa il numero cresce a 809 mila pensioni più 527 mila e passa assegni per superstiti. Chi si diverte meno è il presidente dell’Inps, Tito Boeri. Da Vicenza, d ove ha partecipato al Festival CittàImpresa, ha riproposto una possibile soluzione: «Siccome sono state fatte delle concessioni

2. http://www.lastampa.it/2016/04/04/economia/mezzo - milione - di - italiani - in - pensione - da - anni - Pg7VDpVYoj6ZVZR9s1dI6K/pagina.html eccessive in passato e queste concessioni eccessive oggi pesano sulle spalle dei contribuenti - ha detto l’economista - , credo che sarebbe opportuno andare per importi elevati a chiedere un contributo di solidari età per i più giovani e anche per facilitare e rendere più facile anche a livello europeo questa uscita flessibile». LEGGI ANCHE Pensioni e busta arancione: cinque cose da sapere Ritorna dunque lo spettro del contributo non so lo per i pensionati che hanno gli assegni più generosi (ci sono oltre 320 mila posizioni che mensilmente ricevono oltre 3 mila euro) ma anche per chi ha smesso di lavorare da molti anni. «Abbiamo formulato delle proposte molto articolate - ha spiegato Boer i - , che guardano all’età, alla decorrenza della prima pensione». Perché secondo il presidente Inps occorre «sempre guardare da quanto tempo vengono percepiti questi importi». Che possono essere anche limitati «ma se uno li ha percepiti da quando aveva me no di 40 anni, chiaramente cumulandosi nel tempo vengono a stabilire un trasferimento di ricchezza pensionistica considerevole». I pensionati italiani hanno un età media di 73,6 anni, 14,2 milioni (pensioni di natura previdenziale) fanno capo all’Inps. Ris petto al passato l’età della pensione si è alzata anche se, tra quelle vigenti, ci sono ancora 102 pensioni di vecchiaia corrisposte a persone tra 40 e 49 anni. Il governo però non sembra voler correre il rischio di scatenare scompiglio tra i pensionati vecchi e nuovi. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, esclude che il governo stia considerando contributi di solidarietà. «Oggi su questo versante non c’è nulla», ha detto. «Il contributo di solidarietà oggi sulle pensioni alte c’è già, è a scadenza, dovrà essere valutato se confermarlo in quella maniera o diversamente, ma non credo che ci sia nulla allo studio». E poi, ha aggiunto il ministro, tali temi «vanno valutati concretamente se e quando ci sono le condizioni, altrimenti facciamo atti che pr eoccupano le persone senza poi produrre nulla». Secondo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, il tema vero, in questo campo, «è di introdurre flessibilità senza tornare indietro rispetto all’equilibrio finanziario e di equità tra le generazioni che già c’è nel nostro sistema pensionistico».

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